Safeguarding policy

POLITICA DI SALVAGUARDIA (SAFEGUARDING POLICY)

Carovana S.M.I. — Suono Movimento Immagine

1. Dichiarazione d’impegno

Carovana S.M.I. (di seguito ‘l’Associazione’) è una associazione culturale fondata nel 1994, con sede a Cagliari, che opera nel campo delle arti performative, della danza e dei progetti interculturali in Sardegna, in Europa e nell’area del Mediterraneo. Le sue attività coinvolgono artisti, studenti, comunità locali, pubblico di ogni età — inclusi minori — e persone in condizioni di fragilità sociale, tra cui persone con disabilità e persone in stato di migrazione.

L’Associazione si impegna a creare e mantenere ambienti sicuri, rispettosi e inclusivi in ogni attività, progetto e relazione, prevenendo e contrastando qualsiasi forma di abuso, sfruttamento, molestia, bullismo, violenza fisica, psicologica, sessuale o economica verso chiunque entri in contatto con essa.

La tutela di minori e adulti vulnerabili è una priorità che viene prima di ogni obiettivo artistico, produttivo o economico.

2. Scopo e ambito di applicazione

La presente policy stabilisce principi, standard e procedure da osservare per garantire la sicurezza e la dignità di tutte le persone coinvolte nelle attività dell’Associazione.

Si applica a:

  • tutti i soci, amministratori, dipendenti e collaboratori dell’Associazione;
  • artisti ospiti, residenti, formatori, docenti e performer;
  • volontari, tirocinanti e stagisti;
  • fornitori, subcontractor, partner di progetto;
  • chiunque, a qualsiasi titolo, partecipi ad attività organizzate o co-organizzate dall’Associazione, incluso il pubblico.

3. Definizioni

Persona vulnerabile: chiunque, per età, condizione fisica, psichica, sociale o giuridica, possa avere ridotte capacità di riconoscere, evitare o contrastare situazioni di rischio o abuso. Include in particolare: minori di 18 anni, persone con disabilità, persone in stato di migrazione o richiesta di protezione internazionale, persone in condizioni di povertà o marginalità sociale, persone temporaneamente in condizioni di fragilità psicologica o emotiva.

Safeguarding: insieme delle misure preventive, formative, organizzative e di intervento volte a proteggere le persone da danni evitabili derivanti dalle attività o dal contesto dell’Associazione.

Abuso: ogni forma di violazione della dignità, dei diritti o dell’integrità di una persona. Comprende abuso fisico, psicologico, sessuale, economico, negligenza, sfruttamento, bullismo e discriminazione.

Incidente: qualunque evento, comportamento, dichiarazione o sospetto che possa costituire o preludere a una situazione di abuso o rischio.

4. Principi

  1. Zero tolleranza verso qualsiasi forma di abuso, molestia, sfruttamento o discriminazione.
  2. Interesse superiore del minore e della persona vulnerabile: in ogni decisione prevale la loro protezione.
  3. Ascolto e credibilità: ogni segnalazione viene presa sul serio, ascoltata con rispetto e trattata senza pregiudizi.
  4. Riservatezza: le informazioni sui casi sono condivise solo con le persone che devono conoscerle per gestire l’incidente o adempiere a obblighi di legge.
  5. Prevenzione: la policy privilegia la prevenzione attraverso formazione, selezione del personale, regole chiare e progettazione sicura delle attività.
  6. Non ritorsione: chi segnala in buona fede è protetto da qualsiasi conseguenza negativa.
  7. Accountability: ogni caso è tracciato, gestito e rendicontato internamente.

5. Governance e ruoli

5.1 Safeguarding Officer

L’Associazione designa formalmente un Safeguarding Officer, nominato dal Consiglio Direttivo. Il Safeguarding Officer:

  • riceve, valuta e gestisce tutte le segnalazioni di sospetti abusi o incidenti;
  • coordina la formazione del personale e dei volontari;
  • aggiorna periodicamente la policy e ne verifica l’applicazione;
  • tiene un registro riservato degli incidenti;
  • è il punto di contatto verso autorità competenti, partner di progetto e finanziatori.

Safeguarding Officer designato: Valeria Aresu. 

5.2 Responsabilità del Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo approva la policy, ne valuta l’efficacia annualmente, assicura risorse adeguate per la sua applicazione e riceve dal Safeguarding Officer un report annuale sugli eventuali incidenti gestiti.

5.3 Responsabilità di tutto il personale

Ogni persona che opera per o con l’Associazione ha il dovere di:

  • conoscere e rispettare la presente policy e il Codice Etico;
  • riconoscere e segnalare situazioni a rischio;
  • mantenere comportamenti appropriati, rispettosi dei confini professionali e personali;
  • partecipare alla formazione periodica.

6. Misure di prevenzione

6.1 Selezione del personale e dei collaboratori

Per chi lavora a contatto diretto, ricorrente o autonomo con minori, l’Associazione richiede il certificato del casellario giudiziario ai sensi dell’art. 25-bis del D.P.R. 313/2002 (come introdotto dal D.Lgs. 39/2014). Il rifiuto di produrre il certificato è motivo di esclusione dall’attività.

La selezione di artisti, formatori e volontari prevede un colloquio preliminare in cui vengono illustrati i principi della policy e richiesta la sottoscrizione del Codice Etico.

6.2 Formazione

Tutto il personale riceve una formazione iniziale di safeguarding all’ingresso e aggiornamenti annuali. La formazione copre: riconoscimento dei segnali di abuso, procedure di segnalazione, codici di comportamento, specificità dei contesti con minori, persone con disabilità e persone migranti.

6.3 Codici di comportamento

Nelle attività con minori o persone vulnerabili sono vietati:

  • contatti uno-a-uno in spazi chiusi, isolati o non visibili;
  • l’uso di linguaggio sessualizzato, offensivo, denigratorio o intimidatorio;
  • lo scambio di contatti personali (numeri, social privati) al di fuori dei canali ufficiali dell’Associazione;
  • la pubblicazione di foto o video identificativi senza liberatoria;
  • qualsiasi forma di contatto fisico non necessario, non richiesto o non pedagogicamente giustificato;
  • l’assunzione o la distribuzione di alcol/sostanze in presenza di minori;
  • trasporti individuali di minori in assenza di autorizzazione scritta del genitore/tutore.

6.4 Progettazione sicura delle attività

Per ogni attività che coinvolga minori o persone vulnerabili viene effettuata una valutazione del rischio (sede, orari, rapporti numerici personale/partecipanti, accessibilità, emergenze). La documentazione della valutazione è conservata per almeno 5 anni.

7. Procedura di segnalazione

Chiunque — staff, partecipanti, genitori, osservatori esterni — può segnalare una situazione di sospetto abuso, rischio o violazione della policy.

7.1 Canali di segnalazione

  • Email riservata: carovanasmi.amministrazione@gmail.com
  • Colloquio diretto con il Safeguarding Officer
  • Lettera in busta chiusa indirizzata al Safeguarding Officer presso la sede dell’Associazione

Per fatti di rilevanza penale o pericolo immediato per una persona, contattare sempre prima le autorità competenti: Forze dell’Ordine (112 / 113), Emergenza Infanzia (114), Servizi Sociali territoriali.

7.2 Gestione della segnalazione

  1. Ricezione: il Safeguarding Officer riceve la segnalazione e la registra in un fascicolo riservato entro 24 ore.
  2. Valutazione preliminare: entro 72 ore il Safeguarding Officer valuta il livello di gravità e urgenza, sentendo, quando opportuno, la persona che ha segnalato.
  3. Misure immediate: se esiste un rischio per la persona interessata, vengono attivate misure di protezione immediate (allontanamento della persona sospettata dall’attività, coinvolgimento dei servizi competenti).
  4. Segnalazione alle autorità: in presenza di reati perseguibili d’ufficio (violenze, abusi sessuali, maltrattamenti), la segnalazione alle autorità competenti è obbligatoria e tempestiva.
  5. Esito e chiusura: al termine, il Safeguarding Officer redige un report di sintesi anonimizzato per il Consiglio Direttivo.

7.3 Protezione di chi segnala

L’Associazione garantisce l’assenza di ritorsioni verso chi segnala in buona fede, in coerenza con il D.Lgs. 24/2023 (recepimento della Direttiva UE 2019/1937 sui whistleblower). L’identità del segnalante è protetta e condivisa solo con le persone strettamente necessarie alla gestione del caso, salvo obblighi di legge.

8. Tutela dei dati

Tutte le informazioni raccolte nell’ambito delle procedure di safeguarding sono trattate in conformità al GDPR e alla Privacy Policy dell’Associazione, con massimo livello di riservatezza e tempi di conservazione proporzionati alla gestione del caso e agli obblighi di legge.

9. Comunicazione e revisione della policy

La presente policy è pubblicata su https://carovana.org/safeguarding-policy, condivisa con tutto il personale all’ingresso in associazione, e con partner e artisti in fase contrattuale. È oggetto di revisione almeno ogni 24 mesi, o prima in caso di cambiamenti organizzativi, incidenti significativi o modifiche normative rilevanti.

10. Riferimenti normativi

  • Convenzione ONU sui Diritti del Fanciullo (1989)
  • Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (2006)
  • Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, art. 21 e 24
  • Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR)
  • Direttiva (UE) 2019/1937 — Protezione whistleblower (recepita con D.Lgs. 24/2023)
  • Codice Penale italiano, in particolare artt. 572, 600-bis e ss., 609-bis e ss.
  • D.P.R. 313/2002, art. 25-bis — certificato casellario per lavoro con minori