La Sardegna sviluppa attraversoil progetto Luoghi dell’immaginario uno scambio privilegiato con Beirut ed Istanbul, luoghi dove i conflitti spingono, in una sfida quasi paradossale, l’immaginazione degli artisti e dei cittadini verso processi concreti di risanamento dei corpi individuali e sociali e di ricostruzione delle città distrutte dalle guerre.
In questo senso continuiamo ad immaginare che la Sardegna possa vivere un ruolo centrale e trainante, non assolutamente marginale.
Si tratta di un progetto artistico sviluppato con partners europei e non, che mette al centro della sua riflessione lo sviluppo delle relazioni culturali e della cooperazione con due aree sensibili come quella turca e quella libanese. E’ un progetto lungimirante che lavora contemporaneamente in due sensi: 1) sottrarre uomini e luoghi alla guerra; 2) immaginare futuri sostenibili attraverso percorsi artistici, culturali e, perché no, verso un’economia e un turismo sostenibili.
Oggi la Sardegna si riaffaccia agli scenari internazionali non solo nell’idea di una retrovia di assistenzialismo infinito, ma anche attraverso ipotesi capaci di immaginare passati e futuri diversi.
Sites of imagination vuole promuovere uno sviluppo sostenibile dell’arte contemporanea e quindi della danza a partire da un’azione di cooperazione artistico - culturale che sappia indicare nuovi percorsi di pace e spazi economici alternativi.
Le residenze che si faranno a Beirut e a Istanbul, prima della realizzazione della Manifestazione in Sardegna, creeranno aperture per collaborazioni oltre l’Europa.
In questo periodo di grande sollecitazione al cambiamento, lavorare ad un progetto relativamente ai luoghi dell’immaginario ci è sembrato elemento di stimolo per la creazione di nuovi percorsi culturali e formativi in continuo divenire.
In una terra apparentemente immobile come la Sardegna appare ancor più interessante l’individuazione di germi di creatività che spingono al cambiamento.