Il Mito di Europa è un progetto interdisciplinare di formazione, produzione e ricerca artistica, sociologica e antropologica, che si propone di stimolare il dibattito sulla transculturalità, mettendo in relazione realtà artistico-culturali dell'Europa mediterranea con altre del Nord Europa, favorendo lo scambio di esperienze tra giovani artisti e ricercatori impegnati a creare nuovi sistemi di comunicazione interculturale. Nuovi sistemi espressivi capaci di definirsi anche in relazione a sistemi tradizionali di comunicazione, che possono trasformarsi attraverso l'esperienza di scambio e confronto, senza omologarsi in sistemi produttivi che annullano le differenze culturali.
L'associazione Carovana S.M.I., con la stretta collaborazione dei partner francesi, inglesi e tedeschi, intende lavorare al superamento dell'isolamento artistico e culturale che caratterizza le culture minoritarie come quelle del sud Italia, nelle relazioni sociali tra paesi sia dell'Europa del nord che di quella mediterranea, con un continuo inaridimento dello sviluppo culturale nei due versanti europei.
Lo stretto intreccio tra i linguaggi dell'arte (danza, musica, arti multimediali), le tradizioni popolari e la ricerca socio - antropologica, con cui lavoriamo da alcuni anni sia nelle città che nelle piccole comunità, rafforza il carattere innovativo dell'iniziativa qui proposta.
A nostro avviso, uno dei problemi che inibiscono il processo d'integrazione e assimilazione tra le forme d'arte tradizionale e quella contemporanea, soprattutto la danza, ha almeno due facce: una è certamente l'eccesso di elitarismo che rende difficile la fruizione e la diffusione di alcune forme d'arte e di danza contemporanea in Europa, l'altra il mancato recupero d'identità culturale e artistica che caratterizza la qualità degli scambi culturali sia tra i Paesi del Mediterraneo che nell'ambito della Comunità Europea.
La mancata elaborazione di tali problematiche, rende possibile quel fenomeno devastante di omologazione agli stereotipi culturali Nord americani e Nord europei importati, che sopprimendo le diversità culturali, tende a paralizzare, spesso, la mobilità interna di culture che si sono sviluppate attraverso diversi modelli.
Con Il Mito di Europa: Itinerari tra sacro e profano nell'estetica europea e mediterranea. Lo sviluppo delle nuove politiche culturali europee, si presenta un programma di ricerca-produzione, stages, spettacoli, conferenze, rassegna audiovisiva, dove il processo artistico è proposto come esperienza cognitiva, attraverso l'esplorazione delle simbologie artistiche e rituali dell'amore sacro e profano, osservate sia in relazione alle culture tradizionali che a quelle urbano- metropolitane. I codici e simboli che regolano le sfere dell'esperienza del sacro e dell'amore toccano le più alte vette dell'evoluzione o decadimento di ogni cultura. Da sempre gli artisti s'ispirano a queste simbologie per rinnovarle o stravolgerle. Quale oggi sia la valenza di sacro nelle diverse culture europee sarà oggetto di quest'indagine. Che relazione intercorre tra la dimensione sacra ed estetica? La funzione dell'arte teatrale può ancora rispondere ad un bisogno di sacralità?
Il titolo di questo progetto, ci rimanda alla figura mitologica di Europa: principessa fenicia figlia di un re asiatico, rapita da Zeus nelle sembianze di toro e portata nell'isola di Creta, dove all'ombra di un "magico" platano si accoppiano. Europa diede alla luce tre figli, Sarpedonte, Radamanto e Minosse: colui che volle la costruzione del labirinto. I fratelli di Europa partono alla sua ricerca nelle diverse direzioni senza fare più ritorno in patria, esplorando nuove terre oggi chiamate Europa.
Il riferimento che emerge dalla forte simbologia emanata da questa figura mitologica, ci riconduce ad alcuni dei temi fondanti la nostra ricerca sulla memoria popolare europea.
Il mito, il rito, il gioco e la memoria sono alcune delle strutture semiotiche attraverso cui indagare i processi d'incorporazione culturale, quelle relazioni cioè, tra gli habitat culturali e i linguaggi del corpo.
La cornice del confronto tra identità culturali e artistiche così fortemente caratterizzate, sarà costituita dall'incontro con artisti e compagnie che hanno scelto di esplorare quelli che possono essere considerati i territori di confine tra sacro e profano nei diversi linguaggi espressivi dell'arte e nella ricerca scientifica contemporanea, con particolare riferimento alle scienze cognitive e antropologiche, alla danza e alla musica.
Temi d'indagine saranno:
Il Mito di Europa, si propone come un processo di ricerca itinerante tra culture, attraverso cui percorrere atmosfere urbane e comunità caratterizzate da una forte identità.
I luoghi saranno indagati attraverso i linguaggi della danza, del teatro, della musica e l'audiovisivo.
Questi gli obbiettivi fondamentali del progetto da realizzarsi principalmente in Italia (a Bologna che sarà una delle 9 città europee della cultura nel 2000 e in Sardegna, terra di anomalie sociali, d'identità culturali fuori tempo, di assenza di mercato economico, che ha resistito finora ai processi d'industrializzazione e di omologazione culturale per mancanza di modelli adeguati), dove verranno accolti artisti e ricercatori di provenienza internazionale e da dove saranno promosse le azioni di scambio.
La stretta collaborazione con i partner francesi, inglesi e tedeschi, sia durante la fase di concezione, organizzazione e realizzazione del progetto, ci permetterà di elaborare una forma comunicativa e strutturale della proposta capace di rispondere a diverse esigenze ed estetiche culturali e individuare, nei diversi paesi europei, gli artisti e ricercatori più idonei ad affrontare le tematiche proposte. Gli artisti selezionati in ogni paese partner svilupperanno una ricerca nel loro territorio sui temi sopra esposti, creando degli avvenimenti artistico-culturali ( performances in diversi contesti sociali, conferenze, interviste, seminari ) per coinvolgere il pubblico locale, in modo da riportare un approfondito spaccato sulle problematiche e realtà sociali che caratterizzano ogni nazione partecipante al progetto. Questa fase, preliminare all'incontro in Italia nell'Agosto e Settembre 1999, è fondamentale a garantire quella dimensione europea della ricerca e produzione artistica che lo stesso titolo del progetto impone. I risultati della ricerca artistico-antropologica, sotto forma di produzione teatrale, conferenze, stages, elaborati in Italia, saranno divulgati anche nei paesi partner coorganizzatori alla fine del 1999, in modo da confrontarsi con pubblici di differente estrazione culturale e verificare ulteriormente i risultati ottenuti nella I fase in Italia.